Negli ultimi tempi, ogni volta che si sfogliano giornali e riviste alla moda e si leggono notizie o pettegolezzi sui vari personaggi pubblici, veniamo informati che il tale attore o la tale attrice stanno recandosi a Miami o ne sono appena tornati.
Nelle interviste televisive si sente spesso parlare di Miami, come di un luogo in cui il divertimento, il riposo, il raggiungimento dell’anonimato e la possibilità di vivere una vita normale rappresentano una realtà.
Anche autorevoli personaggi del giornalismo ne parlano magnificando tutte le opportunità, che vengono offerte ed informano sulla campagna acquisti di immobili, che sta avendo luogo in questa città, da parte degli italiani.
Io ho particolare attrazione per gli Stati Uniti ed ho sempre apprezzato il fatto, che le grandi città di questa splendida nazione si sviluppassero singolarmente ed ognuna di loro assumesse una precisa fisionomia.
Più di una ventina d’anni fa ho seguito con interesse e compiacimento la serie televisiva Miami Vice. Ho ammirato le stupende viste panoramiche, che venivano proposte su questa città. Veramente incantevole!
Ma, nella mia testolina di provinciale, ho sempre pensato che la luce della Florida fosse come quella della Riviera Romagnola (tutte e due volte ad est). Spesso ho pensato anche che, molto più in piccolo e come stile di vita, Riccione assomigliasse a Miami. So che può sembrare una stupidaggine, ma la sensazione del divertimento, a mio parere, dovrebbe essere simile. Miami è naturalmente più elitaria. I grattacieli e le lagune non sono comparabili con quelli di Riccione. Ma l’entroterra con colline e castelli nei paraggi di Riccione non vogliamo considerarli?
Se dovessi decidere di andare negli States, non andrei quindi a Miami, perché qualcosa di, pur lontanamente, similare ce l’abbiamo già in Italia.