Sono di moda i rifiuti

Fare dei rifiuti oggetto e argomento di moda sembra esagerato. Non si sa se è meglio dire “per fortuna” o “per sfortuna”.

Già la nostra generazione sta per essere sommersa dai rifiuti, figuriamoci quali saranno le aspettative dei nostri figli e nipoti. E questa è una sfortuna che ci siamo procurati da soli, noi abitanti dei paesi ricchi.

La parte fortunata della faccenda è che diverse aziende, alcune anche di grande notorietà, hanno in programma iniziative ecologiche ed iniziano ad utilizzare parti di oggetti scartati e pronti per i rifiuti: componenti di automobili, vetro, ceramica, parti metalliche, come chiavi e orologi, legno. Con questi materiali abbandonati vengono creati oggetti di moda. Abiti e accessori nascono come pezzi unici. Non viene fatta una produzione in serie, bensì viene utilizzato, di volta in volta e con fantasia, il materiale ecosostenibile a portata di mano. L’acquirente ha così la gratificazione di possedere un oggetto molto particolare.

I prezzi, veramente alla portata di tutte le tasche, completano la grande potenzialità che questa industria “togli-rifiuti” rappresenta.

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Vedere Avatar è di moda

Premetto: non ho visto Avatar e non credo proprio che l’andrò a vedere.
Solitamente sono restia a vedere film, che tutti, ma proprio tutti, vogliono vedere. Non fosse altro che per parlarne male.

Io non sono fra questi. Non vado a vedere un film perché è di moda. Perché se non lo vedi sei out. Vado a vedere un film se l’insieme di storia e cast mi attrae. In questo caso, i personaggi creati al computer e l’ambientazione non mi allettano.

Se ci penso bene, tutti i film, in cui c’erano degli esseri non umani, mi hanno tenuta lontana dai cinema. Da ‘guerre stellari’ al ‘signore degli anelli’. E’ proprio il genere che non è nelle mie corde.
La faccenda degli occhiali per vedere in 3D va poi a complicare le mie già precarie possibilità visive.

E’ vero che la tecnologia si è ulteriormente sviluppata e che le 3D odierne non hanno grande affinità con quelle del passato, ma ho il ricordo di mia madre che nel ’62, trovandosi a Buenos Aires, scrisse di aver visto non so più quale famoso film a tre dimensioni e di esserne entusiasta. Sono passati quasi cinquant’anni da allora. Avatar sarà senz’altro bello di suo, ma le tre dimensioni non dovrebbero far gridare alla novità.

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La moda di ripescare e riproporre i vecchi successi

Leggendo il lungo elenco di ciò che hanno rappresentato per i giovani gli anni ottanta, vengono a galla un’infinità di emozioni. Si parte dalla tecnologia per terminare con musica, film e tv. La tecnologia ci ha consentito, facendo l’esempio di un videoregistratore, di mettere da parte, come in una cassaforte, concerti, serie televisive, talk show, insomma momenti magici della tv.

In quegli anni spopolavano serie come E-Team, ma anche Miami Vice e Visitors, ma anche films che hanno dato la spinta alla carriera di attori e attrici, ancor oggi amati e di successo. Quei films vengono ancora trasmessi spesso e, nonostante i numerosissimi passaggi, ottengono ancora degli ascolti lusinghieri.

Non si capisce pertanto perché si sia partiti con la moda dei rifacimenti. Negli ultimi anni ci sono state riproposte abbastanza spesso non solo riedizioni di films famosi, ma anche trasposizioni cinematografiche di popolarissime serie televisive. E’ pur vero che le giovani generazioni devono avere i propri idoli, siano cantanti o attori, ma gli originali hanno un fascino difficilmente ripetibile.

Non ricordo che una riedizione abbia avuto più successo dell’originale. Dopo aver fatto mostra di buona volontà e aver guardato vari rifacimenti cinematografici, ammetto di aver gettato la spugna. Sono riuscita a giudicare appena gradevole il secondo “Sabrina”. Ma mi mancavano tanto Audrey Hepburn e Humphrey Bogart.